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Decreto Fiscale 2020 – Reverse Charge esteso ad appalti e subappalti che prevedono utilizzo di manodopera

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Con l’intento di contrastare l’interposizione di manodopera illecita e tutelare l’Erario avverso il mancato versamento delle ritenute fiscali, nonché l’omesso versamento dell’Iva e l’utilizzo di falsi crediti, il Decreto-Legge n. 124 del 26 ottobre 2019 introduce due nuove disposizioni :

  1. viene esteso il meccanismo IVA del reverse charge a tutti coloro che eseguono prestazioni di servizi tramite contratti di appalto e subappalto o comunque rapporti negoziali caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, con utilizzo di beni strumentali di proprietà di quest’ultimo o ad esso riconducibili;
  2. viene definita una procedura che prevede il coinvolgimento del committente, chiamato a versare le ritenute operate dall’appaltatore ai dipendenti, dopo che quest’ultimo gli ha fornito la provvista o gli ha chiesto di attingere dai corrispettivi dovuti per le prestazioni ricevute.

Reverse charge esteso ad appalti e subappalti
Il regime del reverse charge è esteso, a partire dal 1 gennaio 2020, agli appalti caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera (logistica, servizi alle imprese, settore alimentare, meccanica). L’inversione contabile è il meccanismo in base al quale l’IVA viene pagata direttamente dal committente.
ATTENZIONE: Esportatori abituali senza possibilità di utilizzo del plafond nel caso di operazioni in reverse charge. Il reverse charge, misura antifrode, prevale rispetto al regime di non imponibilità IVA, regolamentato dall’articolo 8, comma 1 del DPR n. 633/1972.

Committente: soggetto obbligato ad effettuare il versamento delle ritenute fiscali
L’impresa appaltatrice o affidataria e le imprese subappaltatrici dovrebbero versare al committente, almeno 5 giorni prima del termine fissato per il versamento delle ritenute, l’importo trattenuto sulle retribuzioni erogate ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio. Il versamento deve essere effettuato sullo specifico conto corrente bancario o postale comunicato dal committente alle imprese appaltatrici o affidatarie e da queste alle imprese subappaltatrici. Qualora il committente debba ancor saldare corrispettivi già maturati, le imprese appaltatrici potranno chiedere la compensazione, anche parziale, fra il debito scaduto ed il versamento dovuto.
Qualora non effettuino il versamento nei termini previsti né trasmettano la richiesta di compensazione, le imprese appaltatrici e subappaltatrici restano responsabili per la corretta determinazione delle ritenute e per la corretta esecuzione delle stesse, nonché per il versamento.
Oltre che la provvista fondi, al committente deve essere trasmesso (tramite PEC) almeno 5 giorni prima del temine previsto per il versamento, sia per le imprese appaltatrici che per quelle in subappalto:

  • un elenco nominativo di tutti i lavoratori, identificati mediante codice fiscale, impiegati nel mese precedente direttamente nell’esecuzione di opere e servizi affidati dal committente, con il dettaglio delle ore di lavoro prestate da ciascun percipiente in esecuzione dell’opera o del servizio affidato, l’ammontare della retribuzione corrisposta al dipendente collegata a tale prestazione e il dettaglio delle ritenute fiscali eseguite nel mese precedente nei confronti di detto lavoratore, con separata indicazione di quelle relative alla prestazione affidata dal committente
  • tutti i dati utili alla compilazione delle deleghe di pagamento necessarie per l’effettuazione dei versamenti da parte del committente;
  • i dati identificativi del bonifico effettuato a favore del committente.

Qualora le imprese obbligate non trasmettano i dati oppure non eseguano nel termine previsto il versamento dei fondi necessari per l’adempimento da parte del committente, questi deve sospendere il pagamento dei corrispettivi maturati vincolando le somme ai fini del versamento delle ritenute, dandone comunicazione entro 90 giorni all’Agenzia delle Entrate.

Opzione per il versamento diretto delle ritenute
Le imprese appaltatrici, affidatarie e subappaltatrici possono eseguire direttamente il versamento delle ritenute comunicando al committente tale opzione entro la data prevista per la provvista fondi e allegando una certificazione dei seguenti requisiti posseduti nell’ultimo giorno del mese precedente a quello della suddetta scadenza:
a) risultino in attività da almeno 5 anni ovvero abbiano eseguito nel corso dei due anni precedenti complessivi versamenti registrati nel conto fiscale per un importo superiore a euro 2 milioni;
b) non abbiano iscrizioni a ruolo o accertamenti esecutivi affidati agli agenti della riscossione relativi a tributi e contributi previdenziali per importi superiori a 50.000 euro, per i quali siano ancora dovuti pagamenti o per i quali non siano stati accordati provvedimenti di sospensione.

Circolari Studio Tre-gi

Decreto Fiscale 2020 in Gazzetta Ufficiale

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Il decreto fiscale 2020 – decreto legge numero 124/2019 – è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 26 ottobre 2019.
Il provvedimento consta di 60 articoli, quasi totalmente dedicati alla lotta all’evasione fiscale ed alla modifica di alcune norme fiscali di riferimento in questo senso.
Il decreto è in vigore dal 27 ottobre 2019 ma la maggior parte delle norme saranno operative dal 2020.
Il testo non riserva sorprese eclatanti rispetto alle anticipazioni circolate nei giorni precedenti, ma è opportuno tracciare una breve sintesi delle più importanti novità in esso contenute:

1) compensazioni fiscali più restrittive : per crediti superiori a 5.000 euro, oltre al visto di conformità da parte di un professionista, bisognerà attendere la presentazione nonché l’invio della dichiarazione dei redditi. E’ prevista una sanzione di 1.000 euro (senza applicazione del cumulo giuridico) per ogni modello F24 scartato dall’Agenzia delle entrate a seguito del controllo, da questa effettuato, sulla compensazione dei crediti;

2) modifiche sui contratti di appalto: dal 1° gennaio 2020, in tutti i casi in cui un committente affida ad un’impresa l’esecuzione di un’opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali, sulle retribuzioni corrisposte al lavoratore direttamente impiegato nell’ambito della prestazione, deve essere effettuato dal committente sostituto di imposta residente nel territorio dello Stato, su provvista mensile messa a disposizione dalle imprese appaltatrici e subappaltatrici. Inoltre, si estende al settore in discussione il meccanismo dell’inversione contabile ai fini IVA – reverse charge;
3) contrasto alle frodi su accise e carburanti: alcune norme si intendono contrastare i fenomeni evasivi che si registrano nel campo delle accise e dei carburanti .
4) fatturazione elettronica e iva: continua l’esenzione per il 2020 della fatturazione elettronica per chi invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria. A partire dalle operazioni IVA 2021, disposizione della bozza della dichiarazione annuale dell’IVA.
5) disposizioni in materia di giochi: controlli per il contrasto alle frodi e all’evasione anche in questo settore;
6) ulteriori disposizioni per l’evasione fiscale: carcere fino a 8 anni per i grandi evasori, ovvero per chi evade più di 100.000 euro con dichiarazione fraudolenta;
7) acconti d’imposta 2019: confermata la riduzione al 90% per i soggetti Isa anziché, come previsto per tutti gli altri contribuenti, al 100%.
8) obbligo POS e lotteria degli scontrini: sanzione per chi rifiuta pagamenti con sistemi elettronici. A partire dal 1° luglio 2020, la sanzione è pari a 30 euro aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento con carte. Previsto anche, per gli esercenti attività di impresa, arte o professioni un credito di imposta pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Dal 2020 parte anche la lotteria degli scontrini.
9) altre novità:
– limiti all’utilizzo del contante: dal 1° luglio 2020 e per tutto il 2021, si passa da 3.000 a 2.000 euro, mentre dal 2022 il limite è fissato a 1.000 euro; la sanzione per la violazione del divieto è pari a 2.000 euro dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e di 1.000 euro dal 1° gennaio 2022.
– viene fissata al 30 novembre 2019 (2 dicembre perché il 30 cade di sabato), il termine ultimo per versare la prima o unica rata della rottamazione ter, per tutti i contribuenti che vi hanno aderito e a prescindere dalla riapertura o meno.

Circolari Studio Tre-gi

Prestazioni di servizi a domicilio: e-fatture o e-scontrini?

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

L’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, cd. e-scontrino, è operativo dal 1° luglio 2019 (per i soggetti che nel 2018 hanno conseguito un volume d’affari superiore a 400mila euro), e tra pochi mesi, ovvero dal 1°gennaio 2020, interesserà la totalità dei contribuenti.
Vi è ancora molta confusione nella comprensione di quali strumenti occorra utilizzare nel caso di prestazione di servizi resa presso il domicilio del cliente. È il caso, ad esempio, di chi effettua riparazioni presso i clienti, ed incassa il corrispettivo pattuito all’atto dell’intervento.

In tali casi quale soluzione adottare?

1 SOLUZIONE : avvalersi della moratoria concessa nel periodo transitorio

Il DL Crescita ha introdotto la possibilità di proseguire nell’utilizzo dei “vecchi” scontrini elettronici o delle “vecchie” ricevute fiscali nei primi sei mesi dall’introduzione di obbligo di e-scontrino. In questo caso, occorre rilasciare il “vecchio documento fiscale” al cliente, continuare a tenere il registro dei corrispettivi giornaliero e trasmettere i corrispettivi telematicamente entro la fine del mese successivo. Questa “scappatoia”, attenzione, è utilizzabile solo per i primi sei mesi dall’obbligo.

2 SOLUZIONE: emettere e-fattura immediata, o differita

Il corrispettivo è sempre sostituibile dall’emissione di fattura. Pertanto il prestatore di servizi potrà:

  • incassare il prezzo pattuito ed emettere fattura con data pari al momento in cui si è verificato il presupposto, ovvero la data di incasso. Tale fattura immediata dovrà essere trasmessa al sistema di interscambio entro 12 giorni dalla data fattura.
  •  Emettere una fattura “differita”, ovvero che riepiloga tutte le prestazioni eseguite nei confronti del medesimo soggetto nel mese solare precedente, entro il 15 del mese successivo. Attenzione, però: la fattura differita può essere emessa, nel caso delle prestazioni di servizi, solo se tali prestazioni sono individuabili attraverso idonea documentazione, ovvero documentazione commerciale prodotta e conservata, ad esempio, sarà possibile rilasciare un “verbale di intervento” (una copia al cliente, una al prestatore) e sulla scorta dello stesso emettere fattura differita. La data fattura sarà quella dell’ultimo verbale di intervento del mese oggetto di fatturazione, se trasmessa nello stesso mese, oppure la data stessa di trasmissione se inviata al SdI entro il 15 del mese successivo. All’interno della fattura dovranno essere citati i verbali di intervento oggetto di fatturazione.

3 SOLUZIONE: emettere e-scontrino (Documento Commerciale On-Line)

Ulteriore alternativa, è quella di utilizzare la possibilità di emettere Documento Commerciale con l’apposita funzione “Documento Commerciale On Line” dell’Agenzia delle Entrate.
L’applicazione web, utilizzabile solo accedendo con le proprie credenziali a fatture e corrispettivi consente di emettere e-scontrino immediatamente.

Circolari Studio Tre-gi

Novità MANOVRA 2020 – INDUSTRIA 4.0

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

La Manovra 2020, trasmessa in queste ore alla Commissione Europea, è volta alla stabilizzazione e al rafforzamento del pacchetto incentivi Industria 4.0.

Di immediata applicazione sono le seguenti misure:

  • Rifinanziamento della “Nuova Sabatini” che sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.
  • Estensione al 2023 del Iperammortamento, con una supervalutazione del 170% degli investimenti in beni nuovi, strumentali, materiali e ad alto contenuto tecnologico, atti a favorire i processi di trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0 e in maniera sostenibile ed ecocompatibile;
  • Estensione al 2023 del Superammortamento, con una supervalutazione del 130% degli investimenti in beni strumentali nuovi;
  • Rifinanziamento del Fondo centrale per le PMI per il prossimo triennio, per sostenere l’accesso al credito delle PMI, incluse le startup innovative e le imprese che acquistano beni strumentali ad uso produttivo e hardware, software e tecnologie digitali (secondo la “Nuova Sabatini”);
  • Proroga del credito di imposta per spese relative al personale dipendente impegnato nelle attività di Formazione 4.0.

Inoltre, vengono anticipati il rinnovo del Voucher Innovation Manager e l’isitutizione di due fondi (Green New Deal) mirati a incentivare il rinnovo delle produzioni e degli impianti in uso, l’efficientamento e la riconversione dei processi produttivi e la transizione verso la Quarta rivoluzione industriale (digitalizzazione e intelligenza artificiale).

Importante è anche l’indicazione sul futuro del Credito di imposta R&S che sarà oggetto di riforma della media di riferimento per calcolare l’incremento agevolabile e del rinnovo al 2023.

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Allarme false mail: truffa che viaggia via Pec

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Attenzione alle false mail sulla fatturazione elettronica. È l’allarme lanciato dall’Agenzia delle Entrate che informa che in questi giorni stanno circolando delle mail di phishing via Pec, relative alla fatturazione elettronica, con lo scopo di truffare i cittadini. Il testo del messaggio è verosimile poiché ripreso da una precedente e lecita comunicazione inviata dal Sistema di interscambio (Sdi). Come consigliato dall’Agenzia Entrate, per mettersi al riparo da rischi, è bene cestinare le mail in questione senza neppure aprirle.
A tal proposito, L’Agenzia ricorda che i messaggi Pec del sistema SdI hanno alcune specifiche caratteristiche:

  • il mittente è solo del tipo sdiNN@pec.fatturapa.it dove NN è un progressivo numerico a due cifre;
  • il messaggio deve contenere necessariamente due allegati composti in accordo alle specifiche tecniche sulla Fatturazione Elettronica (pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

L’Agenzia, nel dichiararsi estranea a tali fatti, invita i cittadini a fare particolare attenzione alle mail provenienti da utenze sconosciute o sospette che richiedono di modificare l’indirizzo di recapito per le successive comunicazione con il Sistema di Interscambio e a cestinarle immediatamente.

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Fattura differita con data ultimo giorno del mese

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

La data della fattura differita può coincidere con quella di emissione dell’ultimo Ddt, ma è comunque possibile indicare convenzionalmente la data di fine mese, rappresentativa del momento di esigibilità dell’imposta. È questo l’importante chiarimento che emerge dalla lettura della risposta all’istanza di interpello n. 389 pubblicata dall’Agenzia delle entrate, con la quale, prendendo spunto dall’istanza presentata, si ritorna sull’argomento della data che deve essere indicata nella fattura differita.
In generale, ricapitolando, con la recente circolare 14/2019 l’Agenzia delle Entrate aveva chiarito che è possibile indicare una sola data, ossia, per le fatture elettroniche via SdI, quella dell’ultima operazione. Sembrava, cioè, secondo la tesi dell’Agenzia, che l’operatore non fosse libero di inserire l’ultima data del mese di effettuazione, ma dovesse individuare l’ultima data di consegna. Ora, con il nuovo chiarimento, l’Agenzia ribadisce che la suddetta tesi rappresenta una facoltà e non un obbligo per il contribuente.

L’agenzia delle Entrate, facendo riferimento all’esempio formulato nell’interpello, ribadisce che non c’è più alcun dubbio che gli operatori potranno:

  • predisporre la fattura nei primi giorni del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione;
  • indicare in fattura la data dell’ultimo giorno del mese di esigibilità dell’imposta;
  • trasmettere la fattura al SdI entro il 15 del mese successivo.

Si tratta di un importante “ripensamento” dell’Agenzia che apre quindi alla possibilità di inserire quale “data” della fattura differita l’ultimo giorno del mese e non quella dell’ultimo Ddt, rendendo in questo modo più semplice la gestione di queste operazioni.

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Newsletter di aggiornamento flash: Fatture elettronica con l’estero

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

Fattura elettronica nelle operazioni estere

  • L’Agenzia delle Entrate fornisce le principali regole (qui il link: vedi faq n. 63) per emettere fattura elettronica nei confronti di operatore o consumatore finale estero privo di dati obbligatori (partita Iva/codice fiscale italiani, indirizzo, CAP e Provincia):
    • codice destinatario: indicare i 7 caratteri contraddistinti XXXXXXX;
    • codice Paese estero: indicare il codice, diverso da IT secondo lo standard ISO;
    • codice fiscale e partita Iva: indicare un valore alfanumerico/numerico di massimo 23 caratteri su cui non viene effettuato alcun controllo.
    • Esempio: nel campo partita Iva indicare 99999999999, nel caso di soggetto passivo Iva; nel campo Codice fiscale indicare 00000000000, se impresa.
  • Compilazione dell’indirizzo: è necessario selezionare la nazione di appartenenza; non deve essere compilata la Provincia di riferimento; nel campo CAP, indicare il valore generico 00000.
  • Intrastat: l’emissione di fattura elettronica verso soggetto estero comunitario, peraltro facoltativa, comporta il solo esonero dall’invio dell’esterometro; per quanto riguarda l’invio del modello Intra 2, rimangono in vigore le disposizioni del Provvedimento 25.09.2017 (faq n. 77).

Circolari Studio Tre-gi

Versamento delle imposte 2019: scadenza Ires Irpef Irap

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

ll D.L. n. 34/2019 (decreto “Crescita”), convertito in legge con successive modificazioni dalla legge n. 58 del 28 giugno 2019, all’art. 12-quinquies ha stabilito la proroga al 30 settembre 2019 dei versamenti delle imposte previsti per il 30 giugno per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscali (ISA).

Pertanto, la scadenza per il versamento delle imposte Ires, Irpef e Irap è fissata al:

  • 30 settembre 2019 senza maggiorazione;
  • 30 ottobre 2019, con la maggiorazione dello 0,40%

Rateazione
Nel caso di versamento rateizzato occorrerà distinguere a seconda che il soggetto interessato sia o meno titolare di partita Iva.

Per i soggetti titolari di partita Iva la prima rata, senza interessi, andrà versata entro il 30 settembre 2019; la seconda con interessi entro il 16 ottobre 2019, e la terza, sempre con interessi, entro il 18 novembre 2019.
Qualora i medesimi soggetti intendano avvalersi della maggiorazione dello 0,4% le medesime scadenze saranno posticipate.
La prima rata dovrà versarsi entro il 30 ottobre 2019, con la maggiorazione dello 0,40 e senza interessi; la seconda entro il 18 novembre 2019 con maggiorazione e interessi.
Per i soggetti non titolari di partita Iva che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116, Tuir il versamento della prima rata senza interessi deve avvenire entro il 30 settembre 2019, la seconda rata, con interessi entro il 31 ottobre 2019, mentre la terza entro il 2 dicembre 2019 sempre con interessi.
Anche in questo caso, qualora i medesimi soggetti intendano avvalersi della maggiorazione dello 0,4% le medesime scadenze saranno posticipate.
La prima rata con la maggiorazione dello 0,40 e senza interessi dovrà essere versata entro il 30 ottobre 2019, la seconda entro il 31 ottobre con la maggiorazione dello 0,40 e senza interessi, la terza, con maggiorazione e interessi entro il 2 dicembre.

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Guida sanzioni fatturazione elettronica 2019

Il punto sulla proroga del versamento delle imposte.

La fattura elettronica inviata in ritardo, con errori, scartata dal Sdi o ancora omessa rappresenta una vera e propria preoccupazione per aziende e professionisti; e ovviamente ciò dipende dalle pesanti sanzioni previste dalla normativa vigente. A questo proposito, occorre però distinguere il periodo coperto dalla “moratoria” introdotta lo scorso anno ed il periodo successivo, quello “a regime”.

Sanzioni fatturazione elettronica 2019: novità nei termini di emissione della fattura

Il regime sanzionatorio deve essere valutato sulla base del momento in cui l’emissione della fattura elettronica è obbligatoria ai sensi della normativa vigente.

 

In questo senso, occorre evidenziare quanto segue:

 

  • nel caso della fattura immediata l’invio della fattura elettronica al Sdi è possibile entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione, ovvero dalla data del documento. Si tratta di una novità recentemente introdotta dal cosiddetto Decreto Crescita;
  • nel caso della fattura differita l’emissione e l’invio telematico della fattura elettronica deve avvenire entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

Sanzioni fatturazione elettronica: quali importi si rischia di dover pagare in caso di tardiva emissione della fattura?

La fattura elettronica inviata in ritardo, con errori o addirittura omessa può determinare gravi conseguenza per il contribuente, soprattutto in termini di sanzioni. Occorre tuttavia distinguere quanto previsto nel periodo transitorio o di moratoria e quello successivo, con le sanzioni che saranno applicate a regime.

 

Sanzioni fatturazione elettronica 2019 previste nel periodo transitorio, importi e date diversi a seconda che si tratti di contribuenti IVA mensili o trimestrali:

Periodicità liquidazione IVA Data fattura Sanzioni
Trimestrale Uguale o inferiore al 30 giugno 2019 a) Niente sanzioni se la fattura viene emessa ed inviata all’Agenzia delle Entrate entro il termine di scadenza della liquidazione IVA relativa al periodo cui la fattura si riferisce ;

b) 20% delle sanzioni previste in via ordinaria (vedi paragrafo successivo) se la fattura viene emessa ed inviata all’Agenzia delle Entrate entro il termine di scadenza della liquidazione IVA relativa al periodo successivo a quello di effettuazione dell’operazione

Mensile Uguale o inferiore al 30 settembre 2019 Stesse regole di cui sopra

 

Ricapitolando:

  • per i contribuenti IVA mensili si potrà godere della riduzione delle sanzioni fino alla liquidazione IVA in scadenza il prossimo 16 ottobre 2019, ovvero per tutte le fatture con iva a debito emesse fino alla data del 30 settembre. Successivamente si dovranno applicare le sanzioni previste nella tabella sottostante;
  • per i contribuenti IVA trimestrali il periodo transitorio è terminato lo scorso 20 agosto, termine di scadenza della liquidazione IVA relativa al secondo trimestre. Per l’IVA a debito sulle fatture emesse dallo scorso 1° luglio le sanzioni previste in caso di fattura elettronica tardiva, omessa o errata sono quelle ordinarie e sintetizzate nella tabella sottostante.

Sanzioni fatturazione elettronica previste a regime ovvero a partire dallo scorso 1° luglio 2019, importi diversi a seconda della violazione commessa:

Tipologia di violazione Riferimento normativo Sanzioni amministrative
Violazione registrazione o fatturazione senza conseguenze sul calcolo dell’IVA Articolo 6 comma 1 d. lgs. 471/1997 Da 250 euro a 2.000 euro
Fatturazione elettronica o registrazione omessa, tardiva o errata Articolo 6 comma 1 d. lgs. 471/1997 Dal 90% al 180% dell’imposta, con importo minimo di 500 euro
Violazione fatturazione elettronica e/o registrazione importi esenti, non imponibili, non soggetti ad IVA o reverse charge Articolo 6 comma 2 d. lgls. 471/1997 Dal 5% al 10% dei corrispettivi, con un minimo di 500 euro; se non ci sono conseguenze sul calcolo IVA o delle imposte sui redditi le sanzioni sono compresa da un minimo di 250 ad un massimo di 2.000 euro

Sanzioni fatturazione elettronica 2019 e ravvedimento operoso

Le sanzioni da pagare in caso di omessa, errata o tardiva fatturazione elettronica possono essere ridotte tramite l’istituto del ravvedimento operoso.

L’articolo 13 del decreto legislativo numero 472/1997 prevede le seguenti riduzioni delle sanzioni:

  • 1/9: entro 90 giorni dalla data di omissione o dell’errore;
  • 1/8: entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione;
  • 1/7: entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione;
  • 1/6: oltre il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno successivo in cui è stata commessa la violazione.

 

  • ESEMPIO PRATICO:

In data 29 agosto un utente trimestrale ha inviato nove fatture elettroniche con data 16/08. In quale sanzione incorre per tale tardività? Quale procedura può adottare per usufruire di sanzioni ridotte – eventuale ravvedimento operoso – e in quale modalità e tempi attuarlo?

Nell’ipotesi descritta è prevista l’applicazione della sanzione del 20%. Alla sanzione ridotta al 20% – 50 euro in luogo dei 250 di sanzione piena previsti dal D.Lgs. 471/97 -, si applica anche il ravvedimento operoso, che consente di pagare 1/9 del minimo per la regolarizzazione che avvenga entro 90 giorni. Si arriva così al calcolo di 5,56 euro a fattura. Il relativo codice tributo per il versamento in F24 è 1991 (interessi sul ravvedimento IVA).

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Chiusura estiva

tre gi vacanze estive

buone vacanze a tutti!

Vacanze estive 2019

Lo studio rimarrà chiuso per le vacanze dal 10 Agosto al 1 Settembre compresi.

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